Il Metodo

Un impasto che prende tempo.

36 ore di maturazione, due temperature, un'unica ossessione: la digeribilità.

  1. Fase 01

    La selezione

    Farine di grano tenero tipo "00" scelte per forza e qualità proteica. Niente miscele di comodo: ogni carta ha la sua farina giusta.

  2. Fase 02

    L'impasto

    Idratazione calibrata, lievito madre e di birra in dosi minime, sale integrato a fine lavorazione. L'impasto riposa, non si forza.

  3. Fase 03

    24h a 4°C

    Lievitazione fredda controllata per 24 ore. Il freddo rallenta il lievito e lascia il tempo agli enzimi di scomporre gli amidi — alla fine, pesa meno.

  4. Fase 04

    12h a temperatura ambiente

    L'impasto torna in sala, si risveglia e completa la maturazione. Qui nasce la struttura del cornicione: alveolato, soffice, croccante al bordo.

  5. Fase 05

    La stesura

    Rigorosamente a mano, senza mattarello. Il cornicione resta pieno d'aria per gonfiarsi in cottura e trattenere il profumo del grano.

  6. Fase 06

    La cottura

    In forno ad alta temperatura, pochi secondi di shock termico. Alcune proposte — le Montanare — passano prima dalla frittura, poi dal forno: doppia cottura, consistenza unica.

Doppia cottura

Firma della casa

Doppia Cottura

Fritta e poi passata al forno: il disco di impasto si gonfia nell'olio, si asciuga nel forno. Dentro è soffice, fuori è una nuvola croccante. È la tecnica che racconta meglio Napoli.

— solo da noi.

Perché funziona

La scienza dietro una pizza leggera.

Freddo = tempo

A 4°C il lievito rallenta ma gli enzimi lavorano: zuccheri complessi diventano semplici, aromi nascono.

Alveolatura

La CO₂ prodotta lentamente forma bolle grandi e irregolari — il cornicione resta leggero e asciutto.

Digeribilità

La maglia glutinica è indebolita, l'amido è pre-digerito: lo stomaco finisce prima il suo lavoro.

Shock termico

In forno il disco gonfia subito: dentro resta umido, fuori diventa croccante. Niente gommoso, niente duro.